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Esteri

Medio Oriente, Eisenkot ha 28 giorni per il nuovo governo israeliano

Medio Oriente, Herzog affida a Gadi Eisenkot l'incarico di formare il governo in Israele dopo Netanyahu: i tempi, i numeri e gli ostacoli alla coalizione.

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Knesset
Foto di Boris Carmi, CC BY 4.0 (ritagliata), da Wikimedia Commons

In breve

  • Domenica 8 novembre il presidente israeliano Herzog ha affidato a Gadi Eisenkot, leader di Yashar, l'incarico di formare il governo.
  • Eisenkot ha 28 giorni, più un'eventuale proroga di 14. Alle consultazioni lo hanno indicato partiti con 67 deputati, contro i 46 di Netanyahu.
  • Per arrivare a una maggioranza deve superare il veto di Lieberman sui partiti arabi.
  • Intanto restano alte le tensioni tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz.

In Medio Oriente la notizia della giornata arriva da Gerusalemme. Domenica 8 novembre il presidente israeliano Isaac Herzog ha affidato a Gadi Eisenkot, ex generale e leader del partito Yashar, l'incarico di formare il nuovo governo dopo le elezioni del 27 ottobre. Eisenkot ha 28 giorni per trovare una maggioranza alla Knesset, il parlamento israeliano. Lo sconfitto, per ora, è Benjamin Netanyahu, primo ministro uscente e leader del Likud.

Perché Herzog ha scelto Eisenkot

Alle consultazioni, concluse il 5 novembre, i partiti che hanno indicato Eisenkot rappresentano 67 deputati su 120, come riporta L'Espresso. Netanyahu si è fermato a 46, anche perché il partito ultraortodosso Utj ha scelto di astenersi. Secondo lo stesso settimanale il blocco di opposizione è formato da quattro partiti, Yashar di Eisenkot, B'Yachad di Naftali Bennett, i Democratici di Yair Golan e Yisrael Beytenu di Avigdor Lieberman, che insieme contano 48 seggi. Gli altri 19 voti per Eisenkot sono arrivati dalle due liste arabe, Ra'am e Lista Unita.

La cerimonia si è svolta nella residenza presidenziale di Gerusalemme. Secondo l'ANSA Herzog ha chiesto a Eisenkot di fare il possibile per un governo che rappresenti tutto il Paese, compreso chi non lo ha sostenuto. Eisenkot ha detto che Israele vive «un momento di emergenza», con fronti di guerra ancora aperti e una crisi di fiducia nelle istituzioni.

Quanto tempo ha Eisenkot per formare il governo

La Legge fondamentale israeliana concede al candidato 28 giorni. Il presidente può aggiungere una proroga di massimo 14 giorni. Se il tentativo fallisce, Herzog può affidare l'incarico a un secondo candidato, che avrebbe a sua volta 28 giorni.

Gli ostacoli: Lieberman, i partiti arabi e Netanyahu

Avere più indicazioni non significa avere una maggioranza. Come scrive Il Fatto Quotidiano, Lieberman ha escluso di sostenere un governo di minoranza o un esecutivo che dipenda dai partiti guidati da esponenti arabi. Senza le liste arabe, però, il fronte di Eisenkot non arriva a 61 seggi. Lieberman si è detto anche disponibile a trattare con i partiti ultraortodossi, una svolta rispetto alla sua storica opposizione: i critici lo accusano di frenare Eisenkot per diventare lui primo ministro, accusa che Lieberman respinge.

Secondo L'Espresso, che cita Channel 12, tra le ipotesi c'è anche un governo con premier a rotazione tra Eisenkot e Lieberman, sostenuto dagli ultraortodossi. Eisenkot, dal canto suo, ha aperto a un'alleanza con il Likud ma senza Netanyahu, e ha invitato Likud e Sionismo Religioso a sostenerlo se credono davvero nell'unità nazionale. Netanyahu, secondo Sky TG24, chiede invece un governo di unità nazionale e non intende farsi da parte.

Medio Oriente oggi: le tensioni tra Stati Uniti e Iran

Il passaggio politico in Israele avviene mentre resta aperto lo scontro tra Stati Uniti e Iran. Come riporta Sky TG24, il presidente americano Donald Trump ha posto l'alternativa tra un accordo e la distruzione dell'Iran, e ha confermato un attacco limitato sull'isola di Qeshm contro un sistema antiaereo iraniano. Secondo il Wall Street Journal, citato da Sky TG24, l'amministrazione è divisa: il vicepresidente JD Vance vorrebbe fermare il conflitto, mentre altri spingono per riprendere i combattimenti.

Nello Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il petrolio, le forze americane hanno bloccato una nave nel Golfo dell'Oman e i Pasdaran iraniani hanno riferito di petroliere finite su mine vicino allo Stretto. Il Qatar sta lavorando per evitare che i combattimenti riprendano.

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